Sulla carta stampata appaiono anche articoli come “Voglia di Ordine” del Professore Michele Ainis. Non mi sono fatto scappare l’occasione per commentarlo scrivendogli una mail alla quale il Professore ha cortesemente e tempestivamente risposto. Il suo parere è esaurientemente espresso nell’articolo. Il mio è nella mail che trascrivo.
Egregio Professore Ainis,
leggo sempre con molto interesse gli editoriali che scrive per La Stampa.
Quello di oggi lo trovo estremamente centrato su un tema che richiederebbe molta attenzione da parte di tutti: dei liberisti di una parte, dei liberali dell’altra parte e di tutte le persone libere che vogliono conservare il dono prezioso della libertà.
Leggendo l’articolo mi è sembrato di sentire la sua voce pacata, chiara ed incisiva che ho ascoltato spesso da Radio Radicale. L’ascolto della sua voce darebbe ancora più efficacia all’intervento. Ma non mi sembra che lei abbia spazio nei tanti talk-show (più show che talk).
Il timore che il pendolo debba percorrere tutto il tragitto è forte. L’idea che possa fermarsi in una posizione di equilibrio non è realistica per ragioni legate sia alla Fisica che alla Politica (entrambe con la maiuscola). Non si intravede, però, una forza capace di frenarne la marcia nella direzione che lei chiaramente ha indicato, paventandone gli effetti. Non si intravede un “partito” (parola che è stata prima svuotata per poi spazzarla via) capace di valorizzare questi temi che troppo facilmente vengono nascosti sotto il tappeto.
Guai a pensare che questo ruolo possa svolgerlo Di Pietro (e “noi dell’Italia dei Valori”, come dice con voce stentorea e ammiccante su Italia e su Valori)!!
L’Esercito appare a tutti la soluzione dei problemi ed ogni occasione è buona per evocarlo. Lei fa benissimo a ricordare gli oltre ottomila sindaci che si stanno attrezzando per appuntarsi la stella dello sceriffo. Alcuni l’avevano già messa da tempo! Quanta poca memoria abbiamo!!
L’attualizzazione della citazione di Don Milani mi sembra preziosissima: “L’obbedienza non è più una virtù.”
Sottoscrivo la sua chiosa: “Infatti, quarant’anni dopo, si è tramutata in vizio.”
Grazie per l’attenzione.

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