Paolo Conti sul Corriere della Sera dell’8 Gen dell’anno di grazia 2012.

Siamo tra gli ultimi per diplomati e laureati. Peggio di Estonia e Polonia.

Una tabella che descrive la nostra Caporetto. La posizione è dovuta all’ordine alfabetico.


Essere associato ad @adamolanna ed @umarells è un onore del quale non vorrei perdere traccia.


Luca Ricolfi (La Stampa del 5 Gen 2012)

Lo so, ci sono cose che oggi non si possono dire. Non si può parlare dell’articolo 18, non si può dire quel che ha detto Grillo, non ci si può sottrarre alla guerra santa contro gli evasori e gli speculatori, non si possono difendere i ricchi (un clima così pesante e antiliberale da indurre Alesina e Giavazzi a ricordare che la ricchezza non è una colpa). Abbiamo bisogno di certezze e di capri espiatori. La certezza di non perdere quel che abbiamo. I capri espiatori su cui scaricare ogni responsabilità per i tempi duri che viviamo.

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È stato un anno di grande angoscia. Non solo perché abbiamo visto in faccia due potenziali apocalissi, ma anche perché sembrano in rotta di collisione l’una con l’altra. L’ha notato la scrittrice Sarah Dunant su Bbc News : ci è stato detto che lo sviluppo si deve fermare per salvare il pianeta, esausto dal suo sfruttamento; e ci è stato detto che solo lo sviluppo può salvare il nostro benessere, oberato dai debiti. La contraddizione è bruciante, e qualcuno ci perde la testa. I media che fino a ieri ospitavano moralistiche giaculatorie contro il consumismo, moderno oppio dei popoli, ora denunciano inorriditi il calo dello shopping natalizio e chiedono al governo di fare qualcosa. Tra lo tsunami in Giappone di marzo e quello nei mercati di ottobre, abbiamo visto in faccia il dilemma della crescita economica che accompagna fin dalla sua nascita l’ homo capitalisticus.

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La Corte costituzionale ha dichiarato costituzionalmente illegittimi gli articoli della legge 60 del 1953 nella parte in cui non prevedono l’incompatibilita’ tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune con popolazione superiore ai 20mila abitanti.
A sollevare la questione dinanzi alla Consulta e’ stato il Tribunale civile di Catania, al quale un elettore, Salvatore Battaglia, aveva fatto ricorso. Candidatosi a sindaco di Catania nel giugno del 2008, quindi dopo essere stato eletto due mesi prima senatore del Pdl, Raffaele Stancanelli aveva mantenuto il doppio incarico. La decisione della Consulta – la n.277 – ha tuttavia valore per tutti quei parlamentari divenuti sindaci di grandi citta’ e che dovranno dunque scegliere quale dei dunque incarichi mantenere.
Morale: Berlusconi dai cd “responsabili” continua a promettere riforme epocali. Tra queste naturalmente c’è quella della giustizia.
Intanto la giustizia riforma l’Italia.


Vita e avventure di un italiano ancora tutto da capire.
(a cura di Daria Egidi) ©-Il Foglio Quotidiano

«Berlusconi Silvio. Milano 29 settembre 1936. Primo di tre figli di Luigi Berlusconi (Saronno 1908–Milano 1989), funzionario e poi direttore della Banca Rasini e di Rosa Bossi, già stenografa-dattilografa alla Pirelli (defunta nel 2008). Fratelli: Maria Antonietta (Como 9 giugno 1943) e Paolo (Milano 6 dicembre 1949)».

«E’ una storia che gira da tempo negli ambienti parlamentari: il premier avrebbe fatto cambiare la sua data di nascita nel 29 settembre ai tempi della sua iscrizione alla loggia P2, perché quel giorno si celebra San Michele Arcangelo, protettore dei massoni» (Enzo d’Antonio).

«Berlusconi dev’essere nato da un amplesso vagabondo di Giove» (Gianni Brera).

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Ho copiaincollato questo articolo che Travaglio si è attribuito copiancollando quello che ha detto il cav. che ha copiaincollatoedetto quello che molti italiani volevano sentirsi dire……

È stato bello (Marco Travaglio).
Non entrerò mai in politica. Scendo in campo. Il Paese che amo. Per un nuovo miracolo italiano. L’Italia come il Milan. Basta ladri di Stato. La rivoluzione liberale. Il Polo delle Libertà. Il decreto Biondi. Vendo le mie tv. Golpe giudiziario. Giuro sulla testa dei miei figli. Lasciatemi lavorare. Sono l’unto del Signore. Ribaltone. Scalfaro è comunista. Con Bossi mai più nemmeno un caffè. Mai detto che sono l’Unto del Signore. Dini è comunista. Il popolo è con me. Prodi utile idiota dei comunisti. Visco Dracula. Toghe rosse. D’Alema è comunista. L’amico Massimo. La Costituzione è comunista. La grande riforma della Costituzione. La Casa delle Libertà. Il premier non ha poteri. La grande riforma della giustizia. L’amico Vladimir. L’amico George. L’amico Muammar. Gheddafi leader di libertà. Nessun condono. Concordato fiscale. Scudo fiscale. Condono fiscale ed edilizio.

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Lancio un’occhiata al mio twitter e inciampo in questo twit di @PaoloMassa dal quale sgorga la tristezza tipica della domenica pomeriggio di quanti non sanno come evolveranno la settimana e i mesi a venire, per non parlare degli anni. Mi colpisce il saluto “…ci vediamo presto, mia cara Salerno” e il pensiero corre ad alcuni decenni fa quando anch’io salutavo Salerno, nei pomeriggi domenicali, per tornare nella città che aveva dato lavoro prima alla mia famiglia e poi a me.

Per non preciptare nei ricordi pluridecennali, rapidamente scrollo i twit recenti di @PaoloMassa e trovo alcune citazioni di Alfonso Gatto. Una triangolazione di salernitani.

Guglo alla ricerca di una poesia di Alfonso Gatto dedicata al padre della quale non ricordo nient’altro che una profonda sensazione di amore filiale e, in 3/10 di secondo:

A mio padre
Se mi tornassi questa sera accanto
lungo la via dove scende l’ombra
azzurra già che sembra primavera,
per dirti quanto è buio il mondo e come
ai nostri sogni libertà s’accenda
di speranze di poveri di cielo,
io troverei un pianto da bambino
e gli occhi aperti di sorriso, neri
neri come le rondini del mare.

Mi basterebbe che tu fossi vivo,
un uomo vivo col tuo cuore è un sogno.
Ora alla terra è un’ombra la memoria
della tua voce che diceva ai figli:
“Com’è bella la notte e com’è buona
ad amarci così con l’aria in piena
fin dentro al sonno”. Tu vedevi il mondo
nel plenilunio sporgente a quel cielo,
gli uomini incamminati verso l’alba.

Non sazio della lettura mi affaccio su YouTube per ascoltarla, letta con mestiere da qualcuno. I pochi tentativi falliscono e non li annoto perchè vengo colpito da questo video nel quale l’antropologo Prof. Paolo Apolito, presentando verso la fine del 2010 presso il Punto Einaudi di Salerno il volume “Scritti di Architettura” di Alfonso Gatto, parla del poeta salernitano e di tante altre cose. Tutte molto interessanti.

Il volume raccoglie articoli che il giovane Alfonso Gatto pubblicò per varie riviste italiane dal “36 al “39 quando a Milano, principalmente per la rivista Casabella, si occupò di architettura.

Un congresso di architetti è prima di tutto un riconoscimento di civiltà, se è vero che nell’architettura un popolo affida al tempo i segni del suo carattere e della sua forza.

E poi la fan page su FB della Fondazione Alfonso Gatto che proclama: “La Fondazione Alfonso Gatto promuove la cultura e la libertà.

Può bastare per una domenica pomeriggio che si è fatta sera.


In questa traccia audio, tratta da La Zanzara di Radio 24, puoi ascoltare due voci.
Una è farlocca e l’altra è vera.
Avvilenti entrambe, per non dire del contenuto.
Procura in casa Cupiello




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