Every human being’s personal data, in particular digital data, conveys information on his cultural values and private life. Personal data cannot be reduced to a commodity.
#DIGITAL_DNA

 

The reasonable exploitation of data is an opportunity for the development of research and the pursuit of the general interest. It must be governed by a universal code of ethics that protects each individual’s dignity, privacy and creative works, and the diversity of opinions.
#ETHICAL #FAIR

 

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Finalmente!

Comunicato stampa del Garante della Privacy- Servizio relazioni con i mezzi di informazione.
Giornalismo: no a raggiri e artifici. Il garante privacy richiama “La zanzara” sul caso Barca

Sono pratiche ingannevoli il mascheramento dell’identità dell’interlocutore e la simulazione.

Nello svolgimento della sua attività, il giornalista non può utilizzare artifici e raggiri per raccogliere notizie che potrebbero essere acquisite con gli strumenti propri dell’inchiesta giornalistica.

Lo ha ribadito il Garante per la privacy affrontando il caso di Fabrizio Barca che si è rivolto nel luglio scorso all’Autorità per segnalare la violazione dei principi del codice deontologico dei giornalisti avvenuta nei suo confronti con la messa in onda a febbraio, da parte della trasmissione di Radio 24 “La zanzara”, della sua telefonata con un “falso” Nicki Vendola, impersonato da un imitatore.

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Dato che Brunelleschi non ha lasciato tracce, un filmato ipotizza i segreti di costruzione

A più di 500 anni dalla sua costruzione, la cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze a opera di Filippo Brunelleschi rimane la più grande cupola in muratura mai costruita. Dato che l’artista non ha lasciato alcun piano o disegno sulla costruzione della cupola, alcuni segreti sono rimasti un enigma per molti addetti del settore.

Una breve animazione, presentata da National Geographic e realizzata da Fernando Baptista e Matthew Twombly, cerca di ipotizzare come potrebbe essere stata costruita la cupola del Duomo.

(via Casa & Clima)


Lettera di Gian Carlo Caselli a “Il Fatto Quotidiano” – 7 Set 2014

Gentile Direttore:

vi sono alcune considerazioni, a margine del film La trattativa di Sabina Guzzanti, presentato a Venezia e ieri alla festa del Fatto, che ritengo necessario fare. Dopo le stragi mafiose del 1992 ho chiesto – per dovere e spirito di servizio – di essere trasferito dalla “comoda” Torino a Palermo, ancora insanguinata e sconvolta dall’assassinio di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e di quanti erano con loro a Capaci e in via D’Amelio.

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Goffredo Buccini – Corriere.it del 7 Set 14

Non ci sono spiegazioni decenti. A nemmeno diciassette anni, morire dovrebbe essere vietato per legge. Sicché la morte di Davide Bifolco, ucciso l’altra notte a Napoli da un carabiniere, è di quelle che sulle prime lasciano vuoto e silenzio. Tuttavia il silenzio non eviterà, domani o dopo, altre storie così. Allora bisogna provare a capirla la fine incomprensibile di questo piccolo napoletano incensurato, col ciuffo, gli occhiali da nerd , il cappellino degli Yankees da bancarella, con una famiglia di «precariato sociale» (quanto più la realtà ci sfugge, tanto più siamo bravi a impacchettarla in eufemismi pudichi):

 e, soprattutto, con due assurdi amici in sella allo scooter, un giovanissimo pregiudicato e un latitante (in tre e senza casco sul motorino, sì, così è Napoli, ed è male: ma non c’è la pena di morte per questo).

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L’editoriale Di Tiziano Treu del 6 Set 2014 su IPSOA – professionalità quotidiana

L’obiettivo della staffetta è di ripartire il lavoro fra le generazioni promuovendo il passaggio dei lavoratori anziani a un rapporto part time, in parallelo con l’assunzione, pure part time, di giovani.

La crisi economica e dell’occupazione colpisce tutti ma soprattutto i gruppi più deboli. Si sono aggravate in particolare le situazioni di giovani e anziani. Questi ultimi hanno visto allontanarsi bruscamente l’età di pensione. La nuova normativa ha provocato blocchi di turnover che hanno ridotto le possibilità di accesso dei giovani al mercato del lavoro, già diminuite per la crisi economica.

Questo sta alterando l’equilibrio storico di opportunità di lavoro e di reddito tra le generazioni, con un rischio di conflitto generazionale senza precedenti. La soluzione strutturale per evitare l’aggravarsi del conflitto generazionale è la ripresa della crescita e quindi delle opportunità di lavoro per tutti. Ma servono anche misure immediate. L’attenzione maggiore è oggi concentrata sulle misure per promuovere l’occupazione giovanile, prima fra tutte la cosiddetta garanzia giovani. Ma occorre operare su entrambi i versanti, di giovani e anziani.

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(Via Santalmassiaschienadritta)

Beh, vede Santalmassi, una delle differenze fra grandi e piccoli uomini è che questi ultimi si circondano di nani, per non sembrare più piccoli di quanto già non siano. Vada a vedere quale era la squadra di governo di John Fitzgerald Kennedy, poi la paragoni a quella di Renzi. Non serve fare altri commenti.
Bull.

Caro Bull, lei è encomiabile nella negazione del presente e valorizzazione di un passato che finalmente, dico io, è passato, tramontato.
Cito a memoria.
Tra i collaboratori, consiglieri o consulenti di John Kennedy ci furono: uno storico come Arthur Schlesinger, un fior di economista come James Tobin (Tobin tax, rammenta?), un grande avvocato come Ted Sorensen, un eccellente diplomatico come Adlai Stevenson, uno straordinario fratello come Bob Kennedy.
Ammetto di essere attonito di fronte agli Stevenson, Schlesinger, Tobin, Sorensen e Bob che affollano il nostro paese oggi e sono stati lasciati disoccupati da un certo Matteo Renzi.
Lei me ne sa citare uno? Forse ha nostalgia dei Cirino Pomicino: ma non c’è neanche la sua imitazione, in giro.
Gcs


Market research firm IDC published some really interesting data on Thursday that breaks down the smartphone market share by price. According to that data, which was charted for us by Statista, more than 80% of Apple’s devices are “high-end,” as they cost more than $400. Less than 20% of Apple smartphones are considered “mid-range,” and there are currently zero “low-end” iPhones.

 

Android and Windows Phone smartphones, meanwhile, employ a completely different model. The vast majority of those handsets — around 60% — cost less than $200. About 20% of Android and Windows Phones are mid-range devices, while a relatively small percentage of those handsets are considered “high-end,” in the $400-plus range.

So Apple may dominate the high-end smartphone range, but as Business Insider’s Jim Edwards points out, around 85% of all smartphones are Android phones, which means most people prefer smartphones when they cost under $200.


Luca Ricolfi (La Stampa) 3 Ago 14
Su quel che fa il governo Renzi le opinioni divergono. C’è il partito del «finalmente, dopo trent’anni !» che si compiace di ogni novità, reale o presunta che sia. E c’è il partito del «niente di nuovo sotto il sole», che vede riemergere i soliti difetti della politica: tanti annunci e pochi fatti, scadenze non rispettate, leggi e decreti pasticciati, eterno rinvio dei problemi più spinosi, a partire da quello del mercato del lavoro.
Quello su cui quasi tutti sono d’accordo è che lo stile di governo è cambiato, perché il nuovo premier non è ingessato come i predecessori, e pare determinatissimo a portare a termine i propri piani. C’è un punto, tuttavia, su cui mi pare che non si stia riflettendo abbastanza. Quel che Renzi e i suoi stanno cambiando non è solo lo stile di governo, il tipo di comunicazione, il rapporto con l’opinione pubblica. A me pare che il cambiamento più importante sia una sorta di ritorno in grande stile del primato della politica. Un ritorno che, a seconda dei punti di vista, si può descrivere come sussulto di orgoglio o come rigurgito di arroganza, ma che comunque è in pieno atto.

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The italian way


Estratto da un articolo di Davide Bennato per l’ultimo numero della rivista quadrimestrale Lettera Internazionale.

La fusione di Internet con la vita quotidiana ci ha abituato a una serie di neologismi che sono il risultato di processi sociali declinati secondo le caratteristiche dei media digitali. Se il 2013 ci ha abituato a parole come Big data (il numero enorme di dati prodotti dalle tecnologie digitali alla base dei nuovi modelli socio-economici) o selfie (la pratica di scattarsi foto col telefonino e condividerle sui social network, eletta parola dell’anno per gli Oxford Dictionares), una delle parole che popolerà il 2014 sarà Smart City.

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Non ne valeva la pena.

Bella idea di Federarchitetti

C’è anche questo “Lavori in corto”

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Dal rapporto del Centro Studi del Consiglio Nazionale Ingegneri dal titolo: “Osservatorio sugli esami di abilitazione svolti nell’anno 2012″

Gli effetti della crisi economica in atto coinvolgono anche i futuri ingegneri.

Scende infatti per la prima volta sotto quota diecimila il numero di abilitati alla professione di ingegnere: 9.747, circa 700 in meno rispetto al 2011 e quasi la metà rispetto ai 19.118 rilevati nel 2003. I motivi di tale flessione sono molteplici, ma è probabile che siano soprattutto gli elevati costi ed il perdurare della congiuntura negativa a disincentivare i giovani laureati ad accedere alla professione.

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via Linkiesta 

Fra 1999 e 2007 l’aumento del 71,2%. È quasi al 190% del Pil, vale a dire circa 3.000 miliardi di euro. E potrebbe salire ancora.

Fabrizio Goria

 

Il male dell’Italia potrebbe presto diventare il debito privato. Mentre il debito pubblico veleggia oltre i 2.100 miliardi di euro, oltre il 130% del Pil, quello privato non è da meno. Secondo le stime supererà quota 190% del Pil. Vale a dire poco più di 3.000 miliardi di euro. Una cifra monstre, considerata la dinamica di questa grandezza, che è in ascesa. E l’aumento dell’indebitamento privato va di pari passo con la riduzione sia della ricchezza sia del tasso di risparmio, ai minimi dal 1980. Il risultato è una spirale mortale. 

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Nell’altra vita, quella di insegnante di Topografia, con i miei alunni maneggiavo numeri, formule, funzioni goniometriche, strumenti di misura, calcolatrici programmabili e computer fin dagli albori. Pur trattandosi di una disciplina tecnica con forti implicazioni matematiche, non trovando sempre consenso tra i miei colleghi, ho sempre predicato l’importanza di esercitare la memoria.

Ho sempre consigliato ai ragazzi di impegnarsi molto  nelle discipline letterarie, nella scrittura, nella lettura e nello studio della storia. Sono certo che se ne ricordano, così come sono certo che hanno fatto tesoro nella loro vita, non solo professionale, delle mie continue sollecitazioni.

Mi sono tornate in mente queste brevi considerazioni mentre leggevo questa lettera che Umberto Eco scrive al caro nipote. La sottoscrivo integralmente, soprattutto nella prima parte, e la metto agli atti di questo blog a beneficio della mia… memoria e di tutti i nipoti che, per caso, passeranno da queste parti.

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